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Un viaggio a piedi di 4 giorni attraverso il Parco Nazionale Alta Murgia, immersi nel paesaggio carsico lungo i sentieri agropastorali dell'area nord-occidentale e con i rilievi più alti, di un vasto ed imponente blocco calcareo: l'altopiano delle Murge, che a partire da 65 milioni di anni fa, è emerso dal mare ed è ora dominato dalla presenza di caratteristiche rocce aguzze e fossili marini incastonati in esse, che insieme danno il nome a questo territorio (murex = murice > murgia).
Sosteremo in storiche masserie, attraverseremo boschi di querce, lungo tratturi della transumanza riscopriremo gli jazzi, percorreremo mulattiere panoramiche per ammirare pagliari, pescare antiche e raggiungere la corona di pietra ottagonale: Castel del Monte.
La sensazione di questi 67 km di cammino sarà quella di essere in un grande spazio aperto in cui vagare con lo sguardo verso orizzonti caratterizzati dagli odori pungenti della mentuccia e del timo serpillo nel verde intenso dei campi di grano o dei pascoli rocciosi che foraggiano greggi di pecore, tra l'evidente giallo della ferula, incontrando orchidee spontanee e osservando rapaci, come i falchi grillai.
In questa terra, imperatori, contadini, pastori, boscaioli, insieme al clima, hanno reso unico il paesaggio e la sua cultura.
| Lunghezza | 21 km |
| Livello difficoltà | E - media |
| Dislivello | +470 m / -608 m |
| Tempo percorrenza | 8 h (soste incluse) |
| Fondo stradale | sentieri boschivi e pascolivi, carrarecce |
Si parte dalla Foresta di Acquatetta, l'area boschiva più estesa della provincia BAT, nonché uno dei più grandi di Puglia.
Al suo interno si scoprono luoghi unici, incontreremo un inghiottitoio carsico profondo circa 90 metri, la Voragine Il Cavone, la cui imboccatura sembra quasi nascondersi nel bel mezzo del bosco. 🌳
Facciamo una breve sosta al Riparo del Cavone, utilizzato nel passato come rifugio per i pastori di passaggio e dove vi sono presenti incisioni
rupestri dell'età dei Metalli, e poi continuando, un bellissimo e panoramico sentiero tortuoso immerso nel bosco ci permette di attraversarlo e di raggiungere le particolari
Miniere di Bauxite. Qui non siamo nel Grand Canyon, neppure in Australia, ma in un suggestivo e raro paesaggio rosa made in Murgia. Esse si presentano
principalmente di colore rosso ruggine con sprazzi di rosa in quanto la bauxite è un minerale composto prevalentemente da ossidi e idrossidi di ferro e alluminio.
Affacciandoci su una di esse si può ammirare la particolarità di questo luogo, un atipico spettacolo naturale. 💗
Continueremo lungo il panoramico Costone murgiano fino alla conquista della Rocca del Garagnone, 🏰 definito castello invisibile, (perché abilmente costruito mimeticamente con pietre ricavate dallo sperone roccioso su cui poggia) dalla sua vetta lo sguardo spazia per chilometri nella variopinta Fossa Bradanica, nella quale affiorano depositi in prevalenza argillosi e dove scorrono i torrenti Basentello e Roviniero che formano il lago di Serra del Corvo. Qui ci troviamo al centro di una rete castellare a controllo del territorio murgiano, frontalmente visibile su di una collina c'è Monteserico, il castello solitario, e alle nostre spalle, il Castel del Monte, luogo di arrivo di questo cammino. Infine scenderemo a valle per terminare la nostra prima tappa nella piccola Poggiorsini (BA).
| Lunghezza | 20 km |
| Livello difficoltà | E - media |
| Dislivello | +340 m / -323 m |
| Tempo percorrenza | 7 h (soste incluse) |
| Fondo stradale |
sentieri pascolivi, carrarecce |
Poggiorsini si affaccia sulla Basilicata, le colline della valle del torrente Roviniero sono come un dipinto 💛; un tempo fu feudo della famiglia Orsini che diede il proprio nome al paese. Popolato sin dal Paleolitico antico, anche grazie alla presenza di sorgenti d'acqua perenni che ancora scaturiscono nelle sue prossimità, fu una stazione della Via Appia antica e del Tratturo Melfi-Castellaneta. 🐑 Nel Medioevo il suo territorio fece parte del feudo di Castel Garagnone che fu fondato nel 1048 da Robertus Guaragna, uno dei cavalieri normanni giunti per primi in Italia meridionale. Nel 1220 Federico II di Svevia proclama di aver edificato a fundamentis, in realtà lo ha ricostruito o riadattato. 🏰
💧 Lasceremo il paese per intrufolarci nel Bosco Trullo di Sotto, che costeggia Lamatorta, dopo averlo attraversato, arriva il momento di una pausa in luogo quieto e incantevole: il laghetto di Taverna Nuova: stagno temporaneo di origine carsica, caratterizzato dalla presenza di tre grandi alberi e da anfibi molto particolari, nonché luogo di sosta di molte specie di uccelli stanziali e migratori.
🌾 Riprendendo il cammino, all'orizzonte Torre Disperata (686 metri s.l.m.), il punto più alto di tutto l'altopiano carsico delle Murge, attraverso questa pseudosteppa murgiana, scenderemo gradualmente concludendo la tappa nel segno della storia e della ruralità; visiteremo prima la Pescara degli Antichi, una vasta dolina che caratterizzata dalla presenza nel punto più profondo di una cisterna per la raccolta dell'acqua piovana, deve il suo nome al fatto che lì da tempo immemorabile andavano ad abbeverarsi greggi e mandrie.
🧊 Poi la bellissima Chiesetta neviera di San Magno del 1128; nel suo piano inferiore è presente una profonda vasca la quale in inverno veniva riempita di neve che, ben pressata, si trasformava in ghiaccio, e nei pressi vi è l'omonima necropoli dell'età del Bronzo.
| Lunghezza | 12 km |
| Livello difficoltà | E - media |
| Dislivello | +200 m / -302 m |
| Tempo percorrenza | 5 h (soste incluse) |
| Fondo stradale | sentieri boschivi, carrarecce |
Il terzo giorno inizia una genuina colazione all'agriturismo Poggio Ferrata: dove troveremo piatti semplici della tradizione locale, preparati con prodotti freschi e di stagione, coltivati in quest'azienda, condotta da diverse generazioni già dai primi anni del 1900, una delle prime aziende agrituristiche in Puglia e pioniera nell’agricoltura biologica.
🌳 Dopodiché ci immergeremo nel Bosco Scoparello, 300 ettari di querceto nel quale si nasconde lo Jazzo del Demonio ed il suo antico mungituro in cui vive una quercia roverella monumentale plurisecolare. 😈 Il nome di questo antico recinto in pietra a secco per il ricovero delle greggi durante la transumanza, è dovuto ad una leggenda che vi racconteremo sul luogo. Lungo sentieri ed attraversando il Ponte dell'Acquedotto Pugliese che domina dall'alto il bosco ceduo, ci ritroveremo a percorrere lo storico tratturello Canosa di Puglia - Ruvo di Puglia, il canto dei passeriformi ci accompagnerà tra arbusti fioriti di rosa canina e biancospino, asfodeli, asparagi ed altre numerosissime piante officinali ed alimurgiche, che lasciano poi spazio ai frutteti circondanti il borghetto Pedale.
| Lunghezza | 14 km |
| Livello difficoltà | E - media |
| Dislivello | +361 m / -171 m |
| Tempo percorrenza | 7 h (soste incluse) |
| Fondo stradale |
sentieri pascolivi, carrarecce |
L’ultimo giorno intraprenderemo un tratto del Sentiero Italia CAI, nonché della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, quindi dopo aver costeggiato Bosco Cecibizzo, balzerà agli occhi il Pagliarone di Bagnoli, un grande pagliaro usato come "casedda" per un massaro e dotato di mangiatoia, adibito a stalla per gli animali da soma, un pavimento di chianche e di un pollaio interno.
Ripreso il cammino, eccolo! che compare.. Affascinante e misterioso, pare una corona di pietra ottagonale, isolata su un’altura delle Murge, da dove si domina un panorama vastissimo, una forma e posizione imponente e inquietante, uno stupendo e panoramico sentiero in discesa tra casedde ci permetterà di giungere ai piedi del Castel del Monte. 👑
Da quassù potremo osservare gran parte dell'Alta Murgia, che corrisponde all'area nord occidentale, nonché la zona più elevata di questo caratteristico altopiano ondulato fatto di pascoli rocciosi che svelano querce solitarie, antiche masserie e greggi in movimento. Da dove poter ammirare a nord il promontorio del Gargano, a nord-est la cattedrale di Trani affacciata sul mare, verso ovest il Monte Vulture e la dorsale dell'Appennino Lucano.
L'unico documento in cui si parla del castello è una lettera inviata da Gubbio, nel gennaio 1240 dall'imperatore Federico II di Svevia al giustiziere di Capitanata, Riccardo di Montefuscolo, inerente ai lavori di copertura da eseguire in relazione al «castro quod apud Sanctam Mariam de Monte». Successivamente l’edificio ha assunto i ruoli di prigione e di residenza ducale, passato attraverso varie dominazioni e proprietà di diversi signori, per lungo tempo, dopo ripetuti saccheggi e spoliazioni, è stato rifugio di pastori e di ladroni (specialmente nel secolo XVIII). Acquistato come rudere dallo Stato italiano nel 1876 per 25.000 lire, da allora è stato sottoposto a continui restauri; i più recenti ne hanno recuperato l’antico splendore.
Dopo la visita all'interno delle sale trapezoidali del castello, concluderemo il nostro cammino, probabilmente sorrideremo ripensando ad alcuni momenti passati insieme, brinderemo pensando già alla prossima avventura, e ci saluteremo con un arrivederci.
🥾 Scarpe da trekking.
🎒 Zaino da trekking, abbigliamento tecnico per camminare, indumenti di ricambio, felpa, giacca a vento impermeabile, cappello.
💧 Borraccia con acqua a sufficienza, pranzo al sacco e telo.
👘 Bagaglio con indumenti di ricambio e tutto l'occorrente.
🦅 Binocolo.
💚 Guida ambientale escursionistica
🩹 Copertura assicurativa
🌗 Pernottamenti, cene e colazioni in agriturismo
🍞 Pranzi al sacco ed acqua forniti dagli alloggi
👑 Biglietto d'ingresso Castel del Monte
💼 Trasporto bagagli e passeggeri
🚍 Transfer dall'autoparcheggio custodito al punto di partenza della prima tappa
❌ Polizza annullamento viaggio (opzionale)
🌗 Pernottamento a fine cammino in alloggio a due passi da Castel del Monte (opzionale)
⌚ TREKKING GUIDATO: 340 € a persona
🌱 In inverno le temperature medie registrano valori di 1-6 °C, con poche nevicate, nella nebbia spicca il rosso vivo delle bacche di rosa canina, mentre i pascoli rocciosi si presentano ricchi di piante alimurgiche pronte per esser raccolte.
🌸 In primavera è possibile osservare nel verde intenso dei campi di grano o dei pascoli rocciosi le particolari fioriture delle orchidee spontanee, l'argentea colorazione del lucente lino delle fate in fiore si associa al rosa dell'asfodelo o al giallo della possente ferula, mentre il cielo è dominato dai rapaci.
🌻 In estate si hanno temperature medie intorno ai 30 °C. Le precipitazioni sono abbondanti. Tutto ciò rende questo paesaggio notevolmente dinamico, conquistato dalle fioriture dei cardi, sui quali volano farfalle e libellule.
🍂 In autunno, fungaroli con cesti di vimini vagano tra i prati in cerca del cardoncello, il ciclamino e lo zafferano colorano le nude pietre dei pascoli rocciosi e degli infiniti muretti a secco. I brillanti colori dell’estate piano piano si tingono di arancio, rosso, marrone. Ed oltre ai colori sprigiona tanti profumi come quello dell'uva, nel periodo della vendemmia.
Pianificazione e accompagnamento a cura di Alessandro Sileno - guida ambientale escursionistica LAGAP
Organizzazione tecnica a cura di
In aereo: ✈
Aeroporto Bari Palese (45 km)
In treno: 🚂
Da Bari o Barletta fino ad Andria e bus da Andria a Castel del Monte (servizio attivo dal 1° aprile al 1° novembre)
sito web: www.ferrovienordbarese.it; www.autolineeandriesi.it
In auto: 🚘
Autostrada A14 (Bologna-Taranto)
Autostrada A16 (Bari-Napoli), uscita Andria-Barletta S.S. 170 per 18 km circa.
sito web: www.autostrade.it