Due fiori autunnali che troviamo spesso durante le nostre escursioni e che possono pericolosamente esser confusi per la stessa specie.
Il primo è lo zafferano di Thomas (Crocus thomasii) che fiorisce appunto in autunno e come erba aromatica con proprietà stimolanti, è un valido sostituto del più diffuso zafferano coltivato (Crocus sativus).
Esso però può esser confuso per il colchico, detto anche "falso zafferano", pianta medicinale ma che se ingerita, può causare cefalea, nausea, vomito, diarrea, crampi intestinali, turbe ematologiche, convulsioni e fenomeni asfittici. Nei casi più gravi e in caso di sovradosaggio può insorgere anche la morte. A volte la sola manipolazione del fiore può causare irritazioni cutanee.
Capiamo ora insieme quali dettagli osservare per distinguere queste due piccole piante bulbose erbacee.

Questo è lo zafferano di Thomas (Crocus thomasii) che in autunno 🍂 presenta un fiore dai colori sgargianti con:
E proprio dall'essiccazione di questi peculiari lunghi filamenti (dall'antico greco Kròkos) si ottiene la famosa spezia, e infatti pensate che per ottenere appena 1 grammo di prodotto alimentare, ci vogliono ben 200 fiori.

Il colchico di Cupani (Colchicum cupanii) o "falso zafferano", è presente solo nel Sud Italia, una pianta tossica, ☠ dai vistosi fiori autunnali color rosa-violetto che presentano 6 stami gialli ben evidenti. 🟡
Tra l'altro essa durante la stagione avversa non presenta organi aerei e le gemme si trovano in organi sotterranei come i bulbi che possono ad esempio erroneamente e pericolosamente esser confusi con quelli del lampascione. 🧅
Tutte le specie del genere Colchicum sono tossiche per la presenza di una molecola alcaloide chiamata "colchicina" C22 H25 NO6, presente in tutta la pianta con particolare concentrazione nei semi e nei bulbi. 💊 Ma c'è un farmaco contenente il principio attivo colchicina che conserva un ruolo di primo piano nel trattamento dell'attacco acuto di gotta.